sabato 19 maggio 2007

the path to what?


Poco vi fregherà saperlo, ma più frega a me dichiararlo: l'ultimo viaggio in treno è stato estremamente districante per i nodi blebani, per la prima volta le 7 ore saluzzovenezia non sono pesate neanche per un minuto. NIENTE spaesamento. POCHE nostalgie. Una implicita ma rilassata rassegnazione. Siori: sto bene. Ah!

M'impressiona la folle capacità del nostro cervello di distendersi e scavare nelle conoscenze, aprire i cassetti della memoria fino al momento casuale in cui una strana e perfetta combinazione neuronale non dà luogo all'intuizione, un nesso improvviso tra le cose che fa brillare gli occhi e capire un pezzo in più! Come il pensiero si possa trasformare continuamente, le esperienze non fossilizzate mai in un giudizio ma sempre là, oggettive, e pronte a nuove interpretazioni.
Inizio anche a capire che questa sudata oggettività che molti vanno cercando in fotografia contemporanea altro non è che un altro passo verso la visione umana non giudicante, che a sua volta è un passo parallelo alla ricerca dell'umiltà e della sincerità, tre benedette cose così facili e trite nella loro espressione verbale ma così rare e speciali nella realtà empirica, cose che raggiunte dovrebbero aprire la strada a qualcosa d'altro, a chissà quali altre consapevolezze meravigliose e nuove sulla nostra minuscola esistenza qui.
Accidenti. E' così difficile.

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giovedì 29 marzo 2007

pongo infingardo


Sfarzosamente ieri recammi dal Malpelo ove post cena il suddetto decise che avrei dovuto sostenerlo nel suo assaggio del pongo pakistano di qualità superiore a sua disposizione, mentre il Nunu osservava indenne, protetto da deboli scuse. Pertanto non potei fare a meno di godere a pien polmone del suddetto trombone, conscio e non poco preoccupato dalla consapevolezza vaticinante che qualcosa di surreale sarebbe occorso nelle ore seguenti, secondo la teoria che una volta presa la grossa botta, le piccole botte non saranno poi così piccole ma l'effetto rimanderà ad essa senza mezzi termini (depurate l'ultimo sito dai suoi contenuti semi cattolici e apprezzate invece la vicinanza dell'oggetto in questione). Di fatto l'alterazione non tardò ad esprimersi. La pianta sexi dal vaso posto in un angolo dell'appartamento mi guardava con spudoratezza, conscia del proprio sex-appeal vegetale esercitato sull'inquilino proprietario, sfidandomi sul piano delle acconciature; pietro gabriele sul dvd cantava flemmatico e sensibile, ma senza accorgersi che un minaccioso messicano grasso forse con tanto di sigaro lo indicava dallo sfondo dello schermo! Indignata da tanta decadenza della realtà circostante decisi di serrare gli occhi e distendere i miei poco fedeli emisferi, giacchè le risate causavano un eccessivo innalzamento interno dei muscoli delle guance che andavano a strizzare il bleban cervello verso la punta della testa, e sgradevolmente ciò mi rendeva ancor più imbecille. Fu allora, nel buio delle mie palpebre dove i pensieri erano scritti a caratteri cubitali, che mi passò davanti la macchina di Paperino, ma senza Paperino sopra! Fu ciò senza dubbi che mi rese ancor più ilare e conseguentemente strizzò il mio cervello con vigore, decretando così la messa a fuoco di una nuova teoria nella mia vacua mente:
l'arte infingarda non si ferma al primo simbolo poichè sarebbe troppo banale, ma mostra il simbolo del simbolo diventando così oscura fregatura e presa in giro dell'osservatore.
NON contento mi dedicai alla lettura di uno dei poemi favoriti, Death to Van Gogh's ear: arrivato all'invettiva pro Majakovskj ecco che mi parve di capire così profondamente il suddetto poema che giunsi sapientemente alla conclusione che Allen lo scrisse nello stesso stato in cui io lo stavo leggendo, il che è piuttosto probabile, e cotanta consapevolezza mi permise di entrare in profonda sintonia col mondo tutto e specie col letto dove m'accasciai con la testa piena di parole
...Now is the time for prophecy without death as a consequence
the universe will ultimatly disappear
Hollywood will rot on the windmills of eternity
Hollywood whose movies stick in the throath of God
yes Hollywood will get what it desearves...
per poi risvegliarmi con l'ultimo sogno del mattino, in cui uno strano personaggio mi stava salutando leccandomi la faccia senza averne però il minimo reale corrispettivo, nè il Popi slappante sul letto a giustificare banalmente la deviazione mentale, sicchè mi ritrovai sveglia e pensante oi mama, que pasò?

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giovedì 8 marzo 2007

this day is mine



dopo 5 ore lui mi baciando
dopo 7 ore il popi mi festeggiando
io e il nunu cazzeggiando
il giardino mi accogliendo
il gaudio m'attendendo
finalmente finalmente
Rebeca veia não me abandona
Zabumba treme-terra, come o chão
Na hora que o tempo desaparece
Transforma em pé de serra o calçadão

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