verrà il blebino e avrà i pidocchi
E intanto fuori e dentro è tutto un grand bouleversement.
MAI così introspettiva e allo stesso tempo distratta come in questi 5 mesi. un ossimoro vivente, un qualcosa di indefinibile, più vite in una, difficilmente ordinabile. il disordine e la dimenticanza aumentano nella quotidianità, ma aumenta anche la serenità sulle cose più grandi. Così pare, almeno, in questo momento.Mentre perseguo il dominio della mente, questa mi propone distacchi dalla realtà materiale tentando di convincermi che quest'ultima non è poi così importante. Ma nel modo giusto? Durerà? Mah. Dubbi, metadubbi, riflessioni sui metadubbi, riflessioni sulla forma, autopsicologizzazione, e ancora metametadubbi e metatutto. metapensiero, infine. 2 passi indietro e 1 avanti se va bene. e l'ultima parola non è una conclusione, bensì una distrazione che si lascia cullare dalle onde che provengono dal mondo di fuori.


dice il saggio: docunt fata volentem, nolentem trahunt.
le truc c'est: nel caso, dov'è il confine tra volere e nolere?
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In terzis, le peggio e le meglio vetrine del giorno.
Quaaaatromi da gioooia: Saint Sulpice (da non tradurre in piemontese)
Cinquinateilfiume: Uno che pare conoscere la direzione, beato lui, ma anche no.
In ultimis, ville lumière versione caramellata "alla bohemienne" di cui invero ci frega un'emerita sega, ma dubito che potremmo non convenire con Earnest. In ogni caso, de toute façon, preferisco l'underground al romantico. Qui però tutto si mescola, perfetto. Ma qualcuno capisce quello che scrivo?


